Domenica di febbraio. C'è qualcosa che attrae in modo irresistibile verso il mare. E' come se le mura di casa, l'orizzonte chiuso ti soffocassero; devi assolutamente cercare un luogo aperto alla visuale, per poter respirare. Se non vado in bici per i miei soliti allenamenti, vado al mare. Il cane mi guarda, è pronto per entrare nel furgone, lo sa che andremo in spiaggia.
E' strano notare la stessa ansia in lui, la stessa voglia di fare quattro passi sulla riva, la mattina presto. Non c'è nessuno. La spiaggia è ancora "fuori uso", ad aprile ci saranno i primi preparativi per la nuova stagione. Metto in cuffia un pò di musica e passeggio guardando i primi chiarori. Questa mattina è stato diverso. Mentre ero assorto nei miei pensieri, nel succedersi dei brani in sequenza non ordinata, mi è capitato un pezzo particolare, che mi ha fatto ritornare con la mente ad un determinato periodo, un pezzo di Dayl Hall & John Oates: "Out of touch".

Proporre ad Eugenio sul suo megastereo Kyocera un lp heavy metal, era impossibile. Tuttavia adottai la tecnica dell'adattamento al nemico per potermi infiltrare nella sua retroguardaia. Lasciai i miei lp a casa sua, chiedendo di passarmeli su musicassetta e di registrarmi qualcosa della sua discografia. La strategia fu vittoriosa ed in poco tempo le barriere musicali fra noi si sgretolarono. Un altro pezzo che mi è tornato in mente è "New year's day" degli U2, uno dei pezzi più belli della musica rock. Mi ricordo che vidi un live da Red Rocks su Rai tre, ma questo risale al 1983 circa. Li conobbi così e per delle vecchie recensioni su "Mucchio Selvaggio". Altre meraviglie del periodo che ho riportato alla memoria sono il Farewell Concert degli Who da Toronto e le dirette live dalla Germania di concerti heavy metal. Sempre a Febbraio la Rai tre trasmetteva esibizioni dei Judas Priest, dei Def Leppard, di Michael Schenker, degli Iron Maiden. Quello che mi colpiva di quel periodo è come già amassi trascorrere pomeriggi ancora freddi, passeggiando lungo le banchine o sulla spiaggia. Già andavo in cerca di qualcosa, non cosa, forse l'urgenza di veder cosa mi avrebbe riservato il futuro. Il ricordo che mi riempie di commozione è quello della "Roulette russa con le onde". A volte con il mare in tempesta, le onde erano talmente alte da scavalcare il muro di protezione del molo nord. Si trattava di correre rasente al muro con la speranza di non venire beccati dall'ondata. Spesso tornavamo a casa bagnati fradici anche a dicembre. Questo mi è tornato in mente stamattina, ricordi e basta, senza nostalgia per quel periodo, perchè la nostalgia ed il rimpianto portano alla tomba. Se dovessi passare i miei quarant'anni a ricordare i miei venti, cosa farò a sessant'anni? Ricorderò di quando avevo quarant'anni e passavo il tempo a ricordare i miei venti?